Tra gli accordi presentati da Neryus all'evento milanese dell'11 giugno 2026 dedicato alla "nuova economia del sinistro", quello con System Data è forse il più concreto sul piano operativo. Non aggiunge un catalogo o un canale: cambia il gesto quotidiano di chi apre e valuta un sinistro, portando la disponibilità del ricambio usato Neryus direttamente dentro il preventivatore già usato da periti e carrozzerie.
Chi è System Data
A presentare l'azienda è stato Stefano Silla, amministratore unico del gruppo. System Data è sul mercato dal 1991 e sviluppa internamente sia la banca dati sia il software gestionale: "siamo come la Ferrari, facciamo sia il motore che il telaio", ha sintetizzato Silla, per rendere l'idea di due sistemi proprietari costruiti in casa. La diffusione è ampia: circa 12.000 carrozzerie, oltre a periti e meccanici, per un totale del comparto riparativo che sfiora le ventimila unità in Italia. La banca dati contiene circa 48 milioni di ricambi e, per ogni pezzo, fino a dodici schede con le informazioni del costruttore su come eseguire la riparazione. Il software è utilizzato anche fuori dall'Italia, con installazioni in Giappone.
L'azienda lavora a stretto contatto con le compagnie assicurative e le loro fiduciarie, gestendo il flusso che porta il preventivo del carrozziere all'autorizzazione della compagnia. Attorno al software ruotano anche strumenti pensati per la gestione del sinistro: applicazioni per fotografie certificate e inalterabili — con marcatura di data, ora e luogo — la videoperizia e la misurazione delle scocche confrontata con i dati delle case costruttrici per verificare la sicurezza del veicolo dopo la riparazione.
Perché si parte dal costo del sinistro
Il senso dell'operazione lo aveva chiarito, in apertura, l'amministratore delegato di Neryus, Fabio Bolognesi: oggi i ricambi pesano circa il 50% del costo di un sinistro, ed è la voce su cui, dal punto di vista di un operatore esterno del ricambio, si può ancora incidere, mentre su vernici e materiali di consumo gli accordi con le compagnie sono spesso già consolidati. Nei progetti pilota condotti con alcune compagnie, ha spiegato Bolognesi, il sistema Neryus ha permesso di ridurre del 20-30% quella metà di costo legata ai ricambi. Non una tecnologia da immaginare in futuro, ma qualcosa di già utilizzabile.
Bolognesi ha indicato quattro situazioni tipiche in cui il ricambio usato entra nella gestione del sinistro: le riparazioni antieconomiche, la corresponsabilità del danneggiato, gli interventi sul solo degrado e le riparazioni in economia — probabilmente la quota più frequente, quando il cliente non ripara il veicolo ma la compagnia deve comunque liquidarlo. A questi vantaggi si aggiungono la riduzione del fermo auto, grazie a ricambi disponibili in tempo reale e spediti nell'arco di 24-48 ore, e la riduzione del contenzioso, perché al danneggiato si offrono più opzioni.
L'integrazione con Neryus: il "doppio preventivo" nella pratica
Il cuore dell'accordo è un'integrazione nativa dei ricambi usati Neryus all'interno del preventivatore di System Data, WinCar. Il flusso è stato mostrato dal vivo sul palco, con Fabio Bolognesi, amministratore delegato di Neryus.
Il perito o il carrozziere lavora nella schermata di sempre e seleziona i ricambi da sostituire — nell'esempio, i componenti più frequenti in un sinistro di carrozzeria: paraurti, gruppi ottici, cofani, parafanghi. A quel punto, cliccando su un'apposita icona dei ricambi usati, parte in tempo reale una chiamata API verso la piattaforma Neryus, che restituisce la disponibilità effettiva del ricambio usato in quel momento. Non una stima, ma un prezzo reale. L'operatore vede immediatamente il beneficio economico rispetto al nuovo e, confermando, la perizia viene aggiornata: nel documento il ricambio viene identificato con una sigla dedicata — "U" per l'usato, con la possibilità di distinguere anche il rigenerato.
La dimostrazione ha reso tangibile il risparmio. Su una vettura molto diffusa come la Fiat Panda, il totale dei ricambi selezionati passava da circa 1.800 euro con il nuovo a 944 euro con l'usato; su un singolo componente come il fanale posteriore il risparmio superava il 60%. Bolognesi ha però invitato a leggere il dato nel suo insieme: su alcuni ricambi il vantaggio è molto elevato, su altri può ridursi o annullarsi, perché — ad esempio — un paraurti nuovo viene venduto "nudo", mentre quello usato può arrivare completo delle sue componenti. I prezzi mostrati sulla piattaforma sono al netto di IVA e comprensivi di trasporto. Un secondo esempio su un modello meno diffuso ha mostrato l'altro lato della medaglia: la disponibilità non è totale, e proprio qui l'ampliamento del catalogo diventa decisivo.
Il valore dell'operazione sta nel fatto che nulla cambia nel modo di lavorare di periti e carrozzerie: lo strumento si innesta nel processo esistente e lo velocizza. Molte compagnie, fino a ieri, queste valutazioni le facevano in modo manuale.
La prova dell'esperienza assicurativa
A dare concretezza al modello è intervenuto Claudio Gava, direttore sinistri di ITAS Mutua, compagnia che con Neryus ha già maturato mesi di collaborazione. Gava ha raccontato l'"effetto wow" del passaggio dalla ricerca dentro una piattaforma esterna all'avere il confronto e l'ordine direttamente nel preventivatore, e ha inquadrato i ragionamenti con cui il ricambio usato entra nella liquidazione: le riparazioni antieconomiche su veicoli datati, i casi di corresponsabilità del danneggiato, i degradi, e soprattutto i tempi di riparazione, perché un ricambio usato è spesso disponibile in pochi giorni.
Un punto ricorrente, quasi un cambio di prospettiva: il ricambio usato è comunque un ricambio originale, e molti carrozzieri preferiscono un originale usato a un non originale nuovo. Gava ha anche portato i numeri di un pilot condotto su richiesta di un'altra compagnia, su un campione di quasi 1.400 sinistri: un tasso di copertura del 62,3%, cioè la possibilità di intervenire con un ricambio usato in circa due sinistri su tre, con un risparmio più marcato quanto più il veicolo è datato, e un beneficio ambientale misurato in CO₂ non prodotta. Numeri che, ha ricordato, dipendono dai casi e vanno letti nel contesto reale della gestione.
Un modello pensato anche per compagnie e flotte
Sul piano commerciale, la proposta illustrata all'evento è di tipo pay-per-use: nessun costo di allestimento, nessun canone per l'utilizzo dei servizi descritti nell'applicativo di System Data, attivazione in pochi giorni e misurazione condivisa dei risultati. È un impianto che si rivolge non solo alle compagnie ma anche al mondo del noleggio e delle flotte, dove la riduzione del fermo veicolo — grazie alla maggiore reperibilità dell'usato — pesa in modo particolare.
Attorno all'integrazione, Neryus mette a disposizione anche gli altri servizi del proprio modello professionale: la scontistica dedicata, la fatturazione unica, la gestione del reso e l'assistenza pre e post vendita seguite direttamente dai propri uffici, senza che il cliente debba interfacciarsi con i singoli centri. C'è poi il servizio di valutazione dei relitti: quando l'antieconomicità è totale, una rete certificata di centri di raccolta — circa 160 buyer sul territorio italiano — formula un'offerta entro 24 ore, valida trenta giorni per l'assicurato e vincolante per il buyer, con ritiro entro sette giorni lavorativi dall'accettazione. In alcuni casi Neryus contatta direttamente l'assicurato, riscontrando percentuali di chiusura e soddisfazione più alte.
Sullo sfondo c'è anche la spinta normativa. Il nuovo regolamento europeo va nella direzione del riutilizzo dei ricambi usati, con conseguenze concrete sulla filiera: i centri di raccolta e le autodemolizioni stanno certificando, etichettando e mettendo a magazzino un numero crescente di ricambi usati, alimentando quella tracciabilità e quel catalogo su cui poggia l'intero modello.
Il contesto: un costo del sinistro sotto pressione
Nella tavola rotonda che ha chiuso l'evento, moderata da Giuseppe Polari, è emerso il dato che rende urgente questo tipo di strumenti. In Italia il costo medio dei ricambi in un sinistro RC Auto è passato da circa 800 euro nel 2021 a oltre 1.000 euro, con un'incidenza sul totale del sinistro salita dal 48% al 57%: è la voce che negli ultimi anni è cresciuta più della media, e quella su cui il ricambio usato può incidere in modo più diretto.
Claudio Gava ha insistito su un punto operativo: il valore dello strumento non è solo tecnologico, ma sta nel mettere il perito e il carrozziere convenzionato in condizione di vedere e proporre l'alternativa usata in tempo reale, nel momento della stima. Il lavoro più difficile, ha ricordato, resta quello culturale — parlare con danneggiati e riparatori, scardinare abitudini consolidate — ma ora lo strumento esiste e funziona. A questo si aggiunge un vantaggio spesso trascurato, sottolineato nel confronto: il ricambio usato è un ricambio originale, e per il carrozziere questo si traduce in tempi di montaggio più rapidi rispetto all'adattamento di un equivalente aftermarket, con un risparmio anche sulla manodopera.
Perché conta
L'accordo con System Data traduce in uno strumento quotidiano un principio semplice: rendere il ricambio usato un'opzione immediata, tracciata e verificabile nel momento esatto in cui si stima un sinistro. Per il perito significa una valutazione più rapida e completa; per la carrozzeria un ordine già pronto e senza errori di compatibilità ; per la compagnia un contenimento reale del costo del danno, che sui ricambi rappresenta circa la metà del sinistro. È la parte della filiera dove, come ha osservato Neryus, c'è ancora margine per fare qualcosa che finora non era stato fatto.
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